Il successo nel costruire relazioni dipende in gran parte dall’abilità di padroneggiare l’arte di accomiatarsi.

L’etimologia di commiato rivela l’idea di transito, di passaggio da un luogo ad un altro. Ci si può allontanare in molti modi dal luogo in cui ci si è trattenuti, per esempio in modo teatrale e definitivo sbattendo la porta. Oppure uno può svignarsela senza nemmeno farsi notare. Il commiato è il rituale consapevole con cui si prepara, si annuncia e si attua la partenza dopo essersi trattenuti in un luogo con persone che ne hanno fatto parte.

Il rituale del commiato implica una preparazione interiore: chi ha fatto parte di questo luogo o di questa tappa? Chi ricorderò e perché? Cosa voglio comunicare ad ognuno individualmente?

Il commiato si annuncia in modo che chi ne sarà testimone ne sia consapevole e possa a sua volta prepararsi, esprimere curiosità per la nostra prossima tappa o condividere un pensiero.

Quando si saluta partendo si integra ciò che è stato in quello che sarà. Salutare, che etimologicamente indica augurare salute, è apprezzare chi ha fatto parte del nostro viaggio come una tessera di mosaico unica e insostituibile.

L’arte di accomiatarsi è l’arte di conferire alle tappe della vita (interpersonale, professionale) un senso di chiusura ed è il rituale che accompagna l’ultima volta in cui ci si incontra in un certo contesto o ruolo.

È importante che il commiato sia conciso ma caloroso e individuale. È un gesto che valorizza un incontro, rafforza un legame e infonde umanità alle relazioni.

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